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"ConVersari" e musica classica con l'ex allievo, il Maestro M. Spotti

"Con-Versari 2018-19"

 “Ritorno nella sua scuola del maestro Michele Spotti, giovane cesanese, direttore d’orchestra noto a livello internazionale. L’evento ha ricevuto il patrocinio del Comune di Cesano Maderno."

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Curiosità, passione e metodo: un giovane direttore d’orchestra si racconta

Michele Spotti, giovanissimo direttore d'orchestra ed ex studente Versari, svela la passione e l'impegno dietro una brillante carriera musicale.

 

E’ una delle promesse della direzione d’orchestra in ambito internazionale, ma è anche un ex studente del Liceo Versari, e non se lo dimentica: il cesanese Michele Spotti, classe 1993, giovanissimo direttore d’orchestra noto a livello internazionale, è tornato nella serata del 5 Aprile all’Istituto Iris Versari per incontrare studenti, insegnanti, genitori e non solo. Si è svolto quindi sotto il segno della musica l’ultimo appuntamento del “ConVersari”, serie di manifestazioni culturali proposte dalla scuola all’insegna di varie tematiche, scientifiche, umanistiche e di attualità.

Incoraggiando i ragazzi a interpellarlo, il venticinquenne direttore d’orchestra ha intessuto con il pubblico un dialogo vivace e ricchissimo di spunti, che ha toccato la sua biografia, la sua carriera, i suoi gusti musicali e molto altro. “La mia passione per la musica” ha affermato “ è nata dalla mia famiglia, che mi ha supportato e permesso di studiare e soprattutto da mia nonna, anche lei musicista, che mi ha fortemente ispirato”. Spotti ha ricordato l’importanza dei due anni trascorsi al liceo scientifico Versari, lasciato per entrare nel conservatorio Giuseppe Verdi e proseguire l’impegnativo studio del violino, il quale gli ha fruttato il diploma e ben due anni come primo violino alla Scala; solo in un secondo momento è maturata la scelta per la carriera di direttore, che però Spotti ha confessato essere sempre stata una passione fin dall’infanzia. Non ha taciuto i grandi sacrifici e le rinunce che ha dovuto compiere, sia quotidianamente, dovendo trascurare altre passioni al di fuori della musica, come lo sport, sia nel momento in cui ha dovuto allontanarsi dal violino, dopo tanti anni di studio, per dirigere.

Nonostante ciò Michele ha affermato che non cambierebbe alcuna sua scelta, perché ama il suo lavoro.

Ha suggerito quindi ai presenti di seguire, come lui ha fatto, con ardore le proprie passioni, ma non è stato questo il suo unico consiglio: ha esortato in particolare gli alunni a studiare, poiché l’apprendimento è strumento di formazione personale e di conoscenza di sé stessi e della realtà; ha poi voluto rimarcare l’importanza alla cultura di cui noi italiani siamo eredi, sottolineando più volte la rilevanza della storia, un’altra sua passione.

Non è mancata una critica alle nostre istituzioni, incapaci di valorizzare appieno il nostro patrimonio musicale, molto sottostimato e poco conosciuto, ma di cui dovremmo farci vanto, poiché rende l’Italia culla della musica mondiale; ha biasimato però anche noi giovani, che non ci avviciniamo con interesse a scoprire il nostro primato anche in questa arte.

L’invito ai ragazzi che vogliono realizzare un sogno nella musica è quello di è di lasciarsi guidare, anche azzardando, dalla passione, dalla curiosità e dalla fantasia, poiché furono proprio queste, ad esempio, a permettergli di vincere un arduo concorso a Ginevra, emergendo tra molti altri bravi musicisti. È fondamentale credere in se stessi e resistere alle difficoltà, poiché con una piena autoconsapevolezza e la fiducia delle proprie capacità, si possono raggiungere altissimi risultati. Sì, ma in che modo? Spotti dà un’indicazione chiara al suo giovane pubblico:  oltre alla passione, ci vogliono anche organizzazione e costanza. Perché, ha ricordato proprio nell’Auditorium che lo ha visto studente solo pochi anni fa, “il metodo che ho imparato qui è quello che uso tuttora nel mio lavoro”. 

Niccolò Mantovani (4BS)

 

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Rassegna stampa.

 

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Pubblicata il 01 febbraio 2017

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